Bruxelles – Contromisure “forti e proporzionate”, e soprattutto immediate. L’Unione europea si fa trovare pronta e, nel giorno in cui scattano le “nuove e ingiustificate” tariffe americane del 25 per cento su acciaio e alluminio, restituisce il favore all’alleato oltreoceano. Dal primo aprile, Bruxelles applicherà dazi alle merci statunitensi per un valore totale fino a 26 miliardi euro. Se con una mano colpisce, Ursula von der Leyen tende l’altra verso Donald Trump: “Rimarremo sempre aperti al negoziato”, afferma la leader Ue.
La Commissione europea “deplora profondamente” la mossa di Trump, che trascina le due sponde dell’Atlantico in una pericolosa guerra commerciale. Lo scorso 10 febbraio la nuova amministrazione americana aveva annunciato l’aumento dei dazi sulle importazioni di acciaio, alluminio e prodotti derivati dall’Ue dal 10 al 25 per cento: un mese dopo, nonostante i numerosi appelli lanciati dalle capitali europee, Washington “non sembra impegnata a trovare un accordo”, aveva ammesso solo due giorni fa il commissario Ue per il commercio, Maroš Šefčovič.
Da oggi (12 marzo) quindi rientrano non solo in vigore le tariffe imposte dalla prima amministrazione Trump nel 2018, che riguardavano diversi tipi di prodotti semilavorati e finiti, come tubi in acciaio, filo metallico e fogli di stagno, ma anche su altri prodotti derivati come articoli per la casa, pentole o infissi e diversi macchinari – solo in parte derivati da acciaio e alluminio – come attrezzature da palestra, alcuni elettrodomestici o mobili. I dazi statunitensi interesseranno un totale di 26 miliardi di euro di esportazioni dell’Ue, circa il 5 per cento del valore totale delle merci europee che entrano negli Stati Uniti. Sulla base degli attuali flussi di importazione, la Commissione europea calcola che gli importatori americani pagheranno di tasca loro fino a 6 miliardi di euro la mossa protezionista di Trump.
“I dazi sono tasse – ha sottolineato un’altra volta von der Leyen questa mattina -, sono dannosi per le imprese e ancora peggio per i consumatori”. Quelli imposti da Trump poi, affermano fonti della Commissione europea, “non sono intelligenti”, perché “danneggeranno davvero la loro economia”. L’Ue ha pianificato una risposta in due fasi: dal primo aprile saranno ripristinate le vecchie misure di riequilibrio ai dazi del 2018 e 2020, che si applicano a una serie di prodotti che vanno dalle barche, alle motociclette fino a liquori come il bourbon. Queste “rispondono al danno economico arrecato a 8 miliardi di euro di esportazioni di acciaio e alluminio dell’Ue”, stima l’esecutivo europeo.
Dopodiché, a metà aprile – previa consultazione con Stati membri e stakeholders – entrerà in vigore un nuovo pacchetto di dazi sui prodotti americani. Questo secondo round di contromisure riguarderà merci per un valore di circa 18 miliardi di euro, pareggiando così il valore dell’offesa americana. Sono in ballo prodotti industriali – acciaio e alluminio, tessuti, articoli in pelle, elettrodomestici, utensili per la casa, plastica, prodotti in legno – e agricoli, tra cui pollame, carne bovina, alcuni frutti di mare, noci, uova, latticini, zucchero e verdure. Bruxelles punta a concludere le consultazioni sulla nuova lista di prodotti soggetti a dazi entro il 26 marzo, per poi finalizzare rapidamente l’atto di esecuzione che dovrà essere adottato dagli Stati membri. L’obiettivo è appunto che tali misure entrino in vigore già a metà aprile.
Come spiegano fonti Ue, la Commissione sta mettendo a punto un pacchetto ben calibrato e accurato, “cercando di colpire gli Stati Uniti in settori importanti per loro ma che non costeranno tanto all’Ue”. Perché, così come a pagare per la decisione di Trump saranno imprese e consumatori americani, le contromisure di Bruxelles peseranno sul tessuto socio-economico dei Paesi membri. La Commissione europea starebbe cercando di colpire soprattutto prodotti importanti per l’economia degli Stati a maggioranza repubblicana. E parallelamente, assicurandosi di avere buone alternative sui mercati globali: per esempio, per sostituire i semi di soia della roccaforte repubblicana Louisiana, “saremo ben felici” di comprarli dal Brasile, afferma una fonte.
Nel frattempo, l’Ue continua a dirsi pronta a collaborare con l’amministrazione statunitense per trovare una soluzione negoziata. “Le misure di cui sopra possono essere revocate in qualsiasi momento qualora si trovi una soluzione“, mette in chiaro la Commissione in una nota. “Siamo fermamente convinti che in un mondo pieno di incertezze geopolitiche ed economiche, non sia nel nostro interesse comune gravare le nostre economie con dazi”, è l’appello rivolto a Washington da von der Leyen, che ha riaffidato a Šefčovič il compito di “riprendere i colloqui per trovare soluzioni migliori con gli Stati Uniti”.